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associazioneaglietta.it, July 03, 2013

Narcosale ed altro: questi referendum non s’hanno da fare, alla faccia della trasparenza e della partecipazione

Il presidente del Consiglio Comunale di Torino, Giovanni Maria Ferraris, ha comunicato formalmente al consigliere comunale Silvio Viale (presidente di Radicali Italiani) che sei proposte di deliberazione – presentate da Viale – relative all’indizione dei referendum comunali consultivi su “Città Metropolitana”, “Regolamentazione della prostituzione”, “Consumo di suolo”, “Riduzione del danno in materia di droghe”, “Ruota panoramica” e “Ascensore panoramico Torre Littoria” sono “inammissibili in quanto proposti per materie non di competenza del Consiglio Comunale”. E’ sopravvissuta alla falce di Ferraris solo la proposta sul “Road Pricing” (pedaggio sui veicoli in entrata in città).

Silvio Viale e Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta):


 Non disturbate il manovratore. L’avevamo già capito durante l’audizione dei promotori dei referendum in commissione; i consiglieri vedono con insofferenza l’istituto referendario; per loro e’ un’indebita intrusione nelle loro “esclusive” competenze. Perchè mai chiedere un parere dei cittadini? Potrebbero, per esempio, esprimersi per la regolamentazione della prostituzione o per la creazione di una vera città metropolitana; magari anche per le narcosale, per cominciare a sperimentare in Italia quello che è già parte integrante delle politiche sulle tossicodipendenze in 39 città europee.

Sulle narcosale, in particolare, si conferma l’atteggiamento da Ponzio Pilato già proprio del Consiglio Comunale dell’era Chiamparino, che nel gennaio 2008 bocciò la mozione “Grimaldi e altri” per l’istituzione di narcosale con il giochetto del falso rilancio. Chiamparino e compagni (compresa l’allora ministro Livia Turco) sostennero che bisognava andare ben oltre le narcosale, ci voleva la somministrazione controllata di eroina: naturalmente non fecero né le prime né la seconda.

Vogliamo ricordare alla Sala Rossa e alla “ignavia” del suo presidente che il referendum “Riduzione del danno in materia di droghe” concerneva anche l’attivazione dell’Agenzia comunale sulle tossicodipendenze, istituita con una deliberazione del Consiglio Comunale di Torino del 18 marzo 1996, mai revocata. L’Agenzia ha fatto la fine dell’araba fenice: che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa! Su questo punto, attendiamo risposte meno telegrafiche e più argomentare, perché, caro presidente Ferraris, è difficile sostenere che l’Agenzia comunale sulle tossicodipendenze “non è di competenza del Consiglio Comunale” … visto che è stata creata proprio dal Consiglio Comunale.


PER UNA NARCOSALA A TORINO
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