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fuoriluogo.it, March 13, 2012

Narcosala. Radicali le propongono a Milano

Dare vita a Milano a tre 'stanze del buco': e' quanto propongono i Radicali con una proposta di delibera di iniziativa popolare su cui ora, con la nascita di un comitato promotore aperto a cittadini e associazioni, si impegnano a raccogliere cinquemila firme.

Il testo chiede 'l'istituzione a Milano del pubblico servizio di 'assistenza all'iniezione di sostanze stupefacenti attraverso la predisposizione di apposite sale' - e' scritto - la cui responsabilita' e' affidata al Servizio dipendenze del Comune'. Le tre 'sale del buco', o come vengono chiamate nella proposta di delibera 'sale salvavita e da iniezione', da attivare in citta' dovranno essere operative 'entro sei mesi dall'approvazione' del documento.

Alla presentazione della proposta, era presente tra gli altri il consigliere comunale Marco Cappato, i radicali hanno sottolineato come ci siano esperienze analoghe in altri Paesi europei e che la proposta consiste in luoghi 'protetti e igienicamente garantiti' dove sia possibile assumere sostanze che ci si e' procurati all'esterno alla presenza di personale sanitario e dove il consumatore possa far analizzare lo stupefacente. 'Oltre a rappresentare un intervento di emergenza che riduce i danni sia per il cittadino consumatore sia per tutta la comunita' - prosegue il testo - consente ai consumatori piu' problematici di entrare in contatto con i servizi per le tossicodipendenze, anche ai fini di un trattamento di disintossicazione, e con gli assistenti sociali'. 'Le sale da iniezione all'estero hanno sensibilmente migliorato la qualita' della vita sia dei consumatori sia degli abitanti nei quartieri piu' colpiti da consumo di sostanze illegali', riporta ancora il documento.

L'idea fa parte di un pacchetto di proposte che comprendono, oltre al registro delle unioni civili e a un testo antidiscriminazioni (gia' presentate nei giorni scorsi), prevedono il registro del testamento biologico e l'organizzazione degli orari di esercizi commerciali dove si eserciti la prostituzione. Quest'ultima, in particolare, e' una proposta di regolamentare il fenomeno della prostituzione ('che non e' reato', hanno specificato) attraverso la regolamentazione in particolare degli orari, di competenza comunale, di esercizi commerciali o appartamenti dove singole prostitute o cooperative possano esercitare la loro attivita' per 'prevenire molestie all'ordine pubblico', 'promuovere la lotta contro ogni forma di tratta' e 'organizzare attiita' di prevenzione e promozione della salute'. Gli esercizi commerciali, che dovrebbero rilasciare scontrino, dovrebbero sorgere lontani da scuole ed essere accessibili alle forze dell'ordine per eventuali controlli.


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