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milano.corriere.it, August 28, 2012

Istituire tre narcosale per i tossicodipendenti. La Lega insorge: E' la resa delle istituzioni

Consegnate all'ufficio elettorale del comune le 6 mila firme per la delibera di iniziativa popolare che ne propone la creazione.

MILANO - Tre «sale da iniezione», cioè «luoghi protetti e igienicamente garantiti», affidati al Servizio dipendenze del Comune di Milano dove i tossicodipendenti potrebbero assumere droghe, procurate altrove, con l'assistenza di personale sanitario professionale, formato allo scopo. A proporne l'istituzione è il comitato «Milano Radicalmente Nuova», che, tra venerdì scorso e martedì ha consegnato all'ufficio elettorale di Milano oltre 6 mila firme per quattro proposte d'iniziativa popolare, tra cui, appunto, anche quella delle «sale da iniezione», sulla falsariga di quelle già esistenti in Svizzera, Spagna, Germania e Gran Bretagna.

LA DELIBERA - Secondo il comitato, che riunisce diverse realtà, tra cui l'associazione Radicale «Certi Diritti», «ArciGay Milano», L'«Associazione Luca Coscioni» e a cui hanno aderito anche diversi consiglieri comunali, fra cui Marco Cappato (Redicali), Carmela Rozza, Marilisa d'Amico e Paola Bocci (Pd), Raffaele Grassi (Idv), le tre sale sarebbero «un intervento di emergenza che riduce i danni sia per il cittadino consumatore che per tutta la comunità». La delibera per la loro istituzione, secondo le previsioni, dovrebbe essere votata in consiglio comunale entro marzo-aprile del 2013, dopo il giudizio di ammissibilità sulle firme da parte del Collegio dei garanti del Comune di Milano e la discussione nelle commissioni e nei consigli di zona. Oltre alle «sale da iniezione» le delibere propongono l'istituzione del registro comunale del testamento biologico, la regolamentazione della prostituzione con l'apertura di zone dedicate e la lotta contro ogni discriminazione.

LA POLEMICA - Ma è subito polemica con la Lega Nord che «esprime tutta la sua netta contrarietà all'apertura di codesti "locali della morte"». A sottolinearlo è Luca Lepore, consigliere comunale del Carroccio a Palazzo Marino. «La proposta delirante e anacronistica della sinistra milanese raffigura una condizione di resa da parte delle istituzioni e di cedimento alla cultura della morte, cronicizzando i loro frequentatori tossicodipendenti. L'utilità delle narcosale sarà pari a zero, in quanto il problema della droga è educativo ed esistenziale. Questi vani servono solo a nascondere il problema e a tranquillizzare le eventuali proprie coscienze». Lepore invita la maggioranza a investire maggiormente in programmi di prevenzione e nelle comunità di recupero e accusa il Pd: «Assistiamo ad una cornice meneghina dove la sinistra radicale la fa da padrona e l'associata cattolica si rivela più che mai prona ed evanescente».

LA REPLICA - A ribattere alla Lega è il coordinatore della raccolta firme, Lorenzo Lipparini: «Se il consigliere Lepore crede davvero che non si possa stare senza fare nulla di fronte a episodi di overdose, contagio, e danni da consumo di droga allora non c'è tempo da perdere - ha sottolineato - lavoriamo insieme da subito perchè anche solo una vita possa essere salvata, grazie ai medici e agli assistenti comunali che vogliamo destinare al servizio dipendenze. A Zurigo e a Barcellona la cultura della morte di chi dice "non spendo i miei soldi per salvare la vita di un drogato" è stata sconfitta grazie al servizio che oggi chiediamo di aprire a Milano, e che non a caso abbiamo deciso di chiamare 'Stanze salvavita"», ha proseguito. Secondo Lipparini «la notizia della contrarietà della Lega alla "cultura della morte" è davvero un ottimo punto di partenza, che fa ben sperare per il prossimo dibattito in Consiglio comunale».

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